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opere
di
carta
Di Italo Altieri è questa carta geografica; Ruggiero Gregorio, il mio corniciaio, me ne regalò l’atlante di scuola che lui stesso aveva trovato, o avuto in dono, molti anni fa. E pure di molti anni fa è la manipolazione su quel libro che ne seguì. Quella carta, come le annotazioni a matita ancora ben leggibili di Italo studente, fu usata per compiere, e far compiere, un viaggio a chi, visitando il mio sito, si fosse avventurato tanto al largo. Quel sito è stato a lungo, trascurato. Quest’anno, complice una mostra collettiva qui a Lecce, ho avuto il desiderio di renderlo capace di ospitare qualcuno. Ho lavato i vetri e spazzato i pavimenti e controllato che tutto comunque funzionasse: le luci sui comodini, la lavatrice, il boiler dell’acqua calda. E ho lavato tutti gli asciugamani e i teli per la doccia. I letti sono stati fatti. Chi vuole curiosare può farlo. Nichi Castagnaro mi aiuta in questa modesta manutenzione. Sembra poco e invece è molto. Io stessa ho avuto il desiderio di riaprire i vecchi cassetti di questi mobili degli anni sessanta. E talvolta prima di andarmene lascio cadere dentro qualcosa che prima non c’era.
Oggi è il filmato di una presentazione
fatta ad alcune maestre, credo tre anni fa, a Barletta, di un testo visivo e affettivo di una mostra presentata a Milano nel 2000 dei miei libri diventati nicchie, case, locali. Il passato sembra materia statica e invece no. Non c’è niente di più vivo del passato. E’ una narrazione continuamente rimaneggiata. Ecco perché il passato contiene il futuro. Solo chi desidera il futuro chi lo spera, torna continuamente sul passato, per ancorarlo là.
26 agosto 2009